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La “Green Water for Africa” a sostegno dello sviluppo agricolo marocchino

Comunicato Stampa

Kenergia in Marocco per irrigare campi tramite il solare
Casablanca, 9 Giugno 2016

Nella mattinata di ieri 8 Giugno 2016 i rappresentanti del gruppo Kenergia hanno firmato a Casablanca un complesso accordo con il Presidente della Federazione Marocchina delle Associazioni Professionisti dell’Irrigazione (FMAPI) per la costituzione di una nuova società dedicata all’utilizzo dell’energia solare a sostegno dello sviluppo della produzione agricola marocchina.      
La partnership unirà la pluriennale e diversificata esperienza del gruppo Kenergia nel solare con la quotidiana presenza sul mercato del maggior gruppo di professionisti del settore agricolo con lo scopo di ridurre i costi energetici e dell’acqua per lo sviluppo agricolo.               
La nuova Società che prenderà il nome di “Green Water for Africa – GWA” sarà posseduta per il 25% da Kenergia Morocco s.a.r.l., per il 25% da Solar Breeder Morocco s.a.r.l. e per il restante 50% da Salah Mortaqi in rappresentanza del settore agricolo locale.  

La nuova società rifletterà in primo luogo il mercato attuale del pompaggio solare marocchino offrendo soluzioni complete “chiavi in mano” comprese di analisi e trattamento d’acqua, sistema di irrigazione, sistema di monitoraggio da remoto e assistenza post vendita, al miglior rapporto qualità prezzo.

In parallelo saranno portati avanti investimenti in un quadro strategico più ampio e di area vasta volti alla valorizzazione di terreni marginali ed incolti situati al di sopra di importanti falde acquifere messi a disposizione dell’imprenditoria agricola locale ed internazionale. Nuovi terreni produttivi dotati, laddove fosse ritenuto utile, di impianti di conservazione dei prodotti, settore quest’ultimo, nel quale l’Italia è all’avanguardia nel mondo.    
L’intervento della GWA avrà un contenuto programmatico in linea con il “Plan Vert” marocchino la cui strategia trasversale di sviluppo del settore agricolo sostiene l’aumento della produzione, della produttività e della valorizzazione dei prodotti. 

“Ho molta fiducia – ha dichiarato l’ing. Giovanni Simoni Presidente di Kenergia – che il vero mercato del solare sia oggi quello indirizzato alla soluzione di problemi dei diversi comparti produttivi. Quello agricolo, in Marocco è ancora, contrariamente alla situazione Italiana ed Europea, il maggior settore dell’economia del Paese. Il solare è particolarmente adatto ed i primi dati in nostro possesso ci confermano le analisi dello scorso anno: con il solare si possono irrigare i campi con un costo di circa un terzo rispetto a quelli sostenuti oggi. Ma in molti casi, l’applicazione del fotovoltaico all’intero ciclo produttivo agricolo è l’unica soluzione possibile sia in termini tecnici sia per gli aspetti economici.”

“La nostra partnership – ha continuato Simoni– entra nel mercato con i massimi conoscitori della struttura e delle regole in un settore che, tradizionalmente in tutto il mondo è quello che più rappresenta le radici profonde di un paese”.

Kenergia:
Gruppo Kenergia fondato nel 2006 dall’Ing. Giovanni Simoni e come società di ingegneria specializzata nel settore del fotovoltaico. Inizialmente Kenergia si focalizza nella consulenza, progettazione e innovazione tecnologica, operando in qualità di owner engineer e di technical advisor per investitori e banche. Questo know-how ha permesso alla Società di sviluppare un sistema proprietario di controllo e monitoraggio degli impianti, avviando nel contempo attività di gestione e manutenzione. Oggi Kenergia continua ad essere un’eccellenza nel campo dell’ingegneria, della ricerca e dell’innovazione nel settore fotovoltaico.

Solar Breeder:
Solar Breeder Morocco S.a.r.l. è una nuova holding di diritto marocchino, il cui obiettivo è sviluppare e gestire un distretto industriale “green” in Marocco. Il progetto prevede una collaborazione tra PMI italiane e marocchine nel settore del fotovoltaico e dell’efficienza energetica, e creerà € 20 milioni di investimento e 250 posti di lavoro entro il 2020.

Decretati i vincitori del Concorso di Idee “Italian Green District”

Comunicato Stampa
11/05/2016 

Concluso il Concorso di Idee per la realizzazione
dell’Italian Green District in Morocco

Con la riunione finale del 9 maggio si è concluso il lavoro della Giuria del Concorso di Idee dedicato a giovani architetti italiani per la creazione di nuovo distretto industriale di imprese italiane in Marocco. L’IGD (l’Italiani Green District) fa parte del programma di investimento previsto dal progetto “Solar Breeder” ideato e gestito da Kenergia Srl e che prevede l’insediamento della filiera del solare fotovoltaico nazionale in un unico sito alimentato dalle stesse tecnologie che verranno prodotte in loco.

La Giuria molto qualificata costituita da l’ing. Gianni Silvestrini, ing. Gerardo Montanino, ing. Mauro Moroni, ing. Giovanni Simoni, Dott. Gilberto Gabrielli e l’arch. Sandra Simoni, ha selezionato tre proposte tra le tante ricevute.

“Abbiamo voluto, nel lanciare questo concorso di idee -ha dichiarato Giovanni Simoni Presidente di Kenergia- sollecitare la creatività dei giovani professionisti italiani nel suggerirci soluzioni adeguate alla complessità del progetto che dovrà integrare paesaggio locale con l’immagine del nostro Paese in un quadro di massima attenzione alla riduzione dei consumi energetici, alla produzione di energia solare in un contesto costruito e ad un’attenzione all’utilizzo di una risorsa preziosa come l’acqua. Oltre ai tre vincitori, abbiamo pensato di offrire a tutti coloro che hanno preso parte al concorso il libro di Gianni Silvestrini 2°C per condividere i motivi profondi dell’esistenza della nostra iniziativa”.

Cinque i principali criteri adottati per il giudizio:

a) Coerenza con le prerogative indicate negli indirizzi di progetto;

b) Scelte Formali e funzionali di progetto;

c) Originalità della soluzione;

d) Particolare attenzione al sistema del verde, di irrigazione e Pv Pumping;

e) Rappresentazione dell’idea progettuale;

Di seguito la graduatoria dei primi tre classificati. 

PRIMO CLASSIFICATO 

Capogruppo: Arch. Francesco Napolitano

Membri del Gruppo: Arch. Fabio Satriano, Arch. Michelangelo Sabuzi Giuliani, Arch. Claudia Scipioni, Arch. Alessandro Barile

Studio LAD

“L’ Italian Green District è inteso come un elemento di un più ampio tessuto, come una stringa dell’analisi di un codice DNA, che, soltanto quando è aggregata con tante altre costituisce un sistema compiuto. Gli elementi che costituiscono il suo codice sono gli edifici, il verde, i parcheggi, i sistemi fotovoltaici e i percorsi.” 

SECONDO CLASSIFICATO 

Capogruppo: Arch. Antonio Amendola

Membri del Gruppo: Arch. Elvira Cerratti, Dott.ssa Giuseppina Stornelli

“L’Italian Green District in Marocco nasce dalla volontà di creare un organismo ibrido, dove industria e spazio pubblico si fondono in un unicum multifunzionale. Il concept si dissocia dalle impostazioni standard adottate comunemente per le aree produttive, abbracciando un nuovo modello secondo il quale la fabbrica, pur mantenendo degli spazi indipendenti per la corretta esecuzione delle attività industriali, è inserita in un più ampio sistema architettonico di compenetrazione con il verde, gli orti ed i viali ad uso collettivo.” 

TERZO CLASSIFICATO 

Capogruppo: Ing. Casimiro Forte

Membri del Gruppo:  Ing. Luca Cabizzosu
Collaboratrice:  Luisa Melis

“L’Italian Green District: L’OASI URBANA. La definizione di uno spazio di lavoro che permetta all’azienda e ai suoi fruitori di trarre il massimo beneficio dalle situazioni di contesto, un’oasi all’interno della quale creare un’ambiente ideale in cui produrre innovazione. Dall’oasi è partita anche l’idea architettonica.”

Kenergia s.r.l., promotore del presente Concorso di Idee per conto di Solar Breeder Morocco, ringrazia tutti i partecipanti che hanno sposato il principio di diffusione della cultura della sostenibilità e dell’efficienza energetica.

Kenergia lancia il Concorso di Idee Italian Green District

Comunicato Stampa
04/04/2016 

Concorso di Idee – Italian Green District in Morocco

Il Gruppo Kenergia ha lanciato oggi il bando di un Concorso di Idee per la progettazione dell “Italian Green District” (IGD) in Marocco, in vista della realizzazione del primo distretto industriale italiano nel quale le aziende italiane produrranno soluzioni per le energie rinnovabili, che sarà alimentato interamente da fonti di energia pulita.

L’IGD dovrà accogliere al proprio interno l’insieme delle imprese italiane che fanno parte del progetto Solar Breeder, gestito da Kenergia e dalla holding operativa di diritto marocchino costituita nel Luglio 2015 denominata “Solar Breeder Morocco s.a.r.l. (SBM). Il Concorso è rivolto ai giovani architetti ed ingegneri italiani che sappiano reinterpretare il concetto di distretto produttivo come una “cittadella dell’energia” con una forte caratterizzazione estetica e funzionale, capace di esportare in Marocco anche l’estro architettonico italiano.
Lo scopo principale che ha dato vita a questa nuova iniziativa è quello di mostrare ad un pubblico internazionale, quale quello che sarà presente in Marocco a partire dalla fine di Maggio e fino alla grande conferenza mondiale sul clima della fine di Novembre, le capacità innovative ed interpretative di giovani talenti italiani su un tema essenziale dell’energia, della sostenibilità e del lavoro. L’oggetto del concorso è l’ideazione di un insediamento che comprenda spazi chiusi per circa 6.400mq e un ampio spazio aperto di ulteriori circa 18.000 mq.
Negli edifici dovranno trovare la propria collocazione attività industriali (produzione di pannelli fotovoltaici, inverter ed altri componenti), attività di servizio d’ingegneria, di controllo, di monitoraggio e gestione degli impianti solari realizzati in Marocco ed in altri paesi africani. Negli spazi aperti: aree di sosta e ricarica di auto elettriche, aree adibite a verde ed alla produzione agricola sperimentale ed un bacino di riserva per l’acqua irrigua e per il raffrescamento degli ambienti.
Le idee progettuali dovranno essere presentate ad una giuria di tecnici specializzati guidata dal Presidente del Gruppo Kenergia Giovanni Simoni, entro il prossimo 4 Maggio 2016 e saranno giudicate nel periodo 5/9 Maggio. I tre progetti che risulteranno “vincitori” saranno presentati alla fiera “Photovoltaica” in programma a Casablanca dal 18 al 20 Maggio prossimo.
L’efficienza energetica e l’utilizzo del solare sono tra le priorità dello sviluppo economico del Marocco. Unite allo sviluppo del settore immobiliare e architettonico, costituiscono una grande opportunità per tutti i professionisti e le imprese italiane che vogliano operare nei paesi dove il tasso di crescita continua a ritmi elevati ed impensabili in paesi più maturi.

Come dichiarato dallo stesso presidente di Kenegia, Ing. Giovanni Simoni: “Partecipare al nostro Concorso significa lanciarsi verso il futuro, ovvero venire in contatto con una realtà in forte evoluzione in un Paese che dimostra un grande entusiasmo nel mostrare al mondo un’immagine nuova e moderna e che ha dichiarato una volontà di collaborazione con l’Italia in moltissimi settori, e che invece in Italia non è ancora abbastanza conosciuto”.

Per scaricare il Bando: www.solarbreedermorocco.com/concorso-di-idee-igd-2016/

Contatti:
www.kenergia.it
www.solarbreedermorocco.com
Twitter: @solarbreeder

Per ulteriori informazioni contattare la Dott.ssa Michela Santoro:
email: m.santoro@kenergia.com, Tel: +39 06 87131446

Kenergia:
Gruppo Kenergia fondato nel 2006 dall’Ing. Giovanni Simoni e come società di ingegneria specializzata nel settore del fotovoltaico. Inizialmente Kenergia si focalizza nella consulenza, progettazione e innovazione tecnologica, operando in qualità di owner engineer e di technical advisor per investitori e banche. Questo know-how ha permesso alla Società di sviluppare un sistema proprietario di controllo e monitoraggio degli impianti, avviando nel contempo attività di gestione e manutenzione. Oggi Kenergia continua ad essere un’eccellenza nel campo dell’ingegneria, della ricerca e dell’innovazione nel settore fotovoltaico.

Solar Breeder:
Solar Breeder Morocco S.a.r.l. è una nuova holding di diritto marocchino, il cui obiettivo è di sviluppare e gestire un distretto industriale “green” in Marocco. Il progetto prevede una collaborazione tra PMI italiane e marocchine nel settore del fotovoltaico e dell’efficienza energetica, e creerà € 20 milioni di investimento e 250 posti di lavoro entro il 2020.

Un nuovo approccio dell’Italia ai mercati esteri

di Giovanni Simoni

Con la rapida crescita dei mercati internazionali delle rinnovabili e con le future prospettive di mercati esteri dell’energia sempre più fortemente interessati al settore, dobbiamo chiederci che ruolo potranno avere le imprese italiane, in particolare le PMI autrici dello sviluppo nazionale degli anni passati.

Lo scenario internazionale sta progressivamente prendendo, in modo definitivo, coscienza della necessità di agire presto per ridurre gli effetti negativi dei cambiamenti climatici in corso. Anche Stati Uniti e Cina hanno avviato un processo “politico” che non potrà non condurre ad una maggiore restrizione degli impieghi fossili. Ciò si tradurrà necessariamente in un’ulteriore spinta all’impiego delle rinnovabili.

Le grandi agenzie e banche internazionali sono tutte attive nel settore. I loro uffici studi (Bloomberg, Goldman Sachs, HSBC, ecc…) sono ormai concordi nel prevedere che nei prossimi 25 anni saranno circa 8.000 miliardi di dollari gli investimenti che saranno indirizzati alle Fer (soprattutto solare ed eolico).

La grandissima parte di questi investimenti è prevista nei Paesi emergenti sia grandi, sia piccoli.

E il nostro Paese che farà? Come “agganciare” il nostro sistema economico pubblico e privato alla rivoluzione energetica in atto (chiamiamola proprio così) a livello internazionale? Valorizzare il know-how e le tecnologie italiane nel settore può avere importanti effetti (oggi difficilmente valutabili) sull’aumento del Pil nazionale e costituire uno dei settori di sviluppo della nostra economia e delle nostre relazioni internazionali in un settore strategico come quello dell’energia.

E’ vero che abbiamo alcuni “campioni” nazionali che stanno da anni acquisendo importanti commesse in questi mercati (Enel Green Power, Terna, ad esempio), ma ho l’impressione che questo sia del tutto insufficiente per poter “giocare” alla pari con la forte concorrenza europea (in particolare tedesca, spagnola e francese) come “Sistema Paese”. Sono anche convinto che l’Italia abbia invece la possibilità, le capacità e le risorse per partecipare attivamente allo sviluppo in atto a livello internazionale. Ma il “nucleo” delle capacità operative, di progettazione, controllo e gestione dei nuovi impianti energetici risiede in migliaia di piccole e medie imprese che, nella gran parte dei casi, non hanno la forza economica per avventurarsi nei mercati a loro prevalentemente sconosciuti.

Da molte parti si è sostenuto che l’Italia non possiede tecnologie “solari”: un’affermazione errata e “sconfortante”. Si può anche dire che non produciamo celle fotovoltaiche. Esistono, invece, buoni fabbricanti di moduli anche se con capacità produttive molto inferiori alle dimensioni dei grandi player internazionali, ma con ottima qualità del prodotto e in grado anche di diversificare modelli, dimensioni, colori, ecc. Per tutti gli altri componenti fondamentali di?un impianto FV, l’Italia dispone di un sistema produttivo di prim’ordine.

Quello che qui interessa è tutto il “lavoro” sottostante di chi ha realizzato in pochi anni una capacità di generazione elettrica di nuove rinnovabili (sole e vento) che si è così aggiunta all’esistente capacità idroelettrica e geotermica. E’ questo lavoro e capacità di fare e di conoscenze acquisite che può essere (e deve) essere uno dei punti di forza di un’azione combinata di penetrazione nel ricco mercato Fer internazionale.

Ma quello che si è trascurato, anche semplicemente a livello del “Progetto Paese”, è l’esperienza acquisita dalla parte pubblica del settore. Ciò che è avvenuto in Italia, con tutti gli errori e le critiche che si possono fare, ha però avuto un sistema di regole e di controlli realizzato in pochissimo tempo che ha “tenuto” anche nei momenti di massima pressione degli operatori.

Il fatto che nel giro di dieci anni (ed in particolare negli ultimi cinque) sia stato possibile immettere nella rete elettrica non meno di 15 GW di “rinnovabile non programmabile” (FERnp) senza alcun incidente, né interruzione di fornitura agli utenti finali, dimostra una capacità di reazione al nuovo che, a mio avviso, deve, ora, essere di supporto all’azione di sviluppo dei mercati da parte del nostro sistema di imprese specializzate.

Dov’è il “valore” che ha potuto realizzare tutto questo? Come si fa a far in modo che tale “valore”, certamente riconosciuto all’estero almeno a livello di immagine, diventi valore reale per il futuro di tante imprese italiane?

Oltre le aziende, non si è sufficientemente valutato il grande lavoro svolto a livello normativo, esecutivo e di controllo da parte di alcune società pubbliche nazionali. Mi riferisco in particolare al Gse che ha certamente accumulato e raccoglie attorno a sé, nel gruppo di società che controlla, una parte fondamentale del know-how che molti Governi di Paesi emergenti con “politiche di sviluppo delle rinnovabili”, ci invidiano e ci richiedono.

Un know-how accumulato attraverso investimenti di tutti gli utenti che pagano le bollette elettriche e che, di conseguenza, appartiene a tutti.

E’ vero che sulla scena internazionale il Gse ha, fino ad oggi svolto un ruolo di supporto ai ministeri (Mise e ministero Ambiente) per garantire contenuti tecnici su una numerosa serie di questioni a livello di Commissione Ue, di commissioni Onu, di conferenze sul clima, nel quadro dell’organizzazione Irena, ecc…. Ma è anche vero che quando si è mosso a fianco di imprese, lo ha fatto come una naturale conseguenza del proprio operare in patria, ma senza mandato reale, ai limiti del proprio statuto e con la debolezza e precarietà del quadro istituzionale di riferimento.

Si è però potuto dimostrare che una componente pubblica di tal peso ha, potenzialmente, un forte effetto “sistema” per tutti gli attori coinvolti: occorre tuttavia essere chiari sul ruolo e sui possibili compiti che possono essere affidati al Gse. E questo va necessariamente ricercato nel “valore patrimonializzato” da tutto il lavoro svolto dalla società in questi anni.

I Paesi nei quali si stanno sviluppando i nuovi mercati energetici hanno l’assoluta necessità di affrontare, ciascuno nelle proprie condizioni, il grande tema delle regole generali e dei regolamenti tecnici da adottare per garantire accesso alle reti, controlli continui della qualità degli impianti diffusi, soggetti abilitati ad operare, ecc… Tutte le nuove regole di mercati che, fino ad oggi, in quasi tutti i Paesi sono stati e sono fortemente regolamentati. L’avvento delle rinnovabili diffuse e non regolabili, porta con sé, come ben sappiamo, la necessità di innovare anche sul fronte delle leggi e dei regolamenti.

Questo è il settore nel quale il Gse può portare un importante contributo, spesso come nel caso marocchino espressamente richiesto, agli investimenti italiani in quei mercati. Si pensi, solo per fare un esempio, all’iniziativa sul controllo della produzione e della previsione dell’energia elettrica immessa in rete. Si può dire, prelevando il termine da altri importanti settori, che il Gse andrebbe considerato un “giacimento di cultura rinnovabile” da valorizzare nel quadro di accordi bilaterali nel settore energetico, a tutto vantaggio delle relazioni internazionali del nostro Paese, e dell’economie delle nostre imprese all’estero.

Va anche ricordato che il Gse controlla un’importante struttura di ricerca energetica del Paese: l’Rse che detiene conoscenze in settori di grande e attuale interesse tecnologico ed economico che andrebbero anch’esse meglio valorizzate.

E’ quindi l’intero Gse che con nuove modalità (sarà necessario in definitiva una variazione di Statuto) deve diventare non solo “attuatore nazionale”, ma aprirsi, con il sostegno convinto del nostro esecutivo, alla collaborazione diretta con altri enti e Governi a livello internazionale.

Pubblicato su Quotidiano Energia il 3/09/2015