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La “Green Water for Africa” a sostegno dello sviluppo agricolo marocchino

Comunicato Stampa

Kenergia in Marocco per irrigare campi tramite il solare
Casablanca, 9 Giugno 2016

Nella mattinata di ieri 8 Giugno 2016 i rappresentanti del gruppo Kenergia hanno firmato a Casablanca un complesso accordo con il Presidente della Federazione Marocchina delle Associazioni Professionisti dell’Irrigazione (FMAPI) per la costituzione di una nuova società dedicata all’utilizzo dell’energia solare a sostegno dello sviluppo della produzione agricola marocchina.      
La partnership unirà la pluriennale e diversificata esperienza del gruppo Kenergia nel solare con la quotidiana presenza sul mercato del maggior gruppo di professionisti del settore agricolo con lo scopo di ridurre i costi energetici e dell’acqua per lo sviluppo agricolo.               
La nuova Società che prenderà il nome di “Green Water for Africa – GWA” sarà posseduta per il 25% da Kenergia Morocco s.a.r.l., per il 25% da Solar Breeder Morocco s.a.r.l. e per il restante 50% da Salah Mortaqi in rappresentanza del settore agricolo locale.  

La nuova società rifletterà in primo luogo il mercato attuale del pompaggio solare marocchino offrendo soluzioni complete “chiavi in mano” comprese di analisi e trattamento d’acqua, sistema di irrigazione, sistema di monitoraggio da remoto e assistenza post vendita, al miglior rapporto qualità prezzo.

In parallelo saranno portati avanti investimenti in un quadro strategico più ampio e di area vasta volti alla valorizzazione di terreni marginali ed incolti situati al di sopra di importanti falde acquifere messi a disposizione dell’imprenditoria agricola locale ed internazionale. Nuovi terreni produttivi dotati, laddove fosse ritenuto utile, di impianti di conservazione dei prodotti, settore quest’ultimo, nel quale l’Italia è all’avanguardia nel mondo.    
L’intervento della GWA avrà un contenuto programmatico in linea con il “Plan Vert” marocchino la cui strategia trasversale di sviluppo del settore agricolo sostiene l’aumento della produzione, della produttività e della valorizzazione dei prodotti. 

“Ho molta fiducia – ha dichiarato l’ing. Giovanni Simoni Presidente di Kenergia – che il vero mercato del solare sia oggi quello indirizzato alla soluzione di problemi dei diversi comparti produttivi. Quello agricolo, in Marocco è ancora, contrariamente alla situazione Italiana ed Europea, il maggior settore dell’economia del Paese. Il solare è particolarmente adatto ed i primi dati in nostro possesso ci confermano le analisi dello scorso anno: con il solare si possono irrigare i campi con un costo di circa un terzo rispetto a quelli sostenuti oggi. Ma in molti casi, l’applicazione del fotovoltaico all’intero ciclo produttivo agricolo è l’unica soluzione possibile sia in termini tecnici sia per gli aspetti economici.”

“La nostra partnership – ha continuato Simoni– entra nel mercato con i massimi conoscitori della struttura e delle regole in un settore che, tradizionalmente in tutto il mondo è quello che più rappresenta le radici profonde di un paese”.

Kenergia:
Gruppo Kenergia fondato nel 2006 dall’Ing. Giovanni Simoni e come società di ingegneria specializzata nel settore del fotovoltaico. Inizialmente Kenergia si focalizza nella consulenza, progettazione e innovazione tecnologica, operando in qualità di owner engineer e di technical advisor per investitori e banche. Questo know-how ha permesso alla Società di sviluppare un sistema proprietario di controllo e monitoraggio degli impianti, avviando nel contempo attività di gestione e manutenzione. Oggi Kenergia continua ad essere un’eccellenza nel campo dell’ingegneria, della ricerca e dell’innovazione nel settore fotovoltaico.

Solar Breeder:
Solar Breeder Morocco S.a.r.l. è una nuova holding di diritto marocchino, il cui obiettivo è sviluppare e gestire un distretto industriale “green” in Marocco. Il progetto prevede una collaborazione tra PMI italiane e marocchine nel settore del fotovoltaico e dell’efficienza energetica, e creerà € 20 milioni di investimento e 250 posti di lavoro entro il 2020.

Decretati i vincitori del Concorso di Idee “Italian Green District”

Comunicato Stampa
11/05/2016 

Concluso il Concorso di Idee per la realizzazione
dell’Italian Green District in Morocco

Con la riunione finale del 9 maggio si è concluso il lavoro della Giuria del Concorso di Idee dedicato a giovani architetti italiani per la creazione di nuovo distretto industriale di imprese italiane in Marocco. L’IGD (l’Italiani Green District) fa parte del programma di investimento previsto dal progetto “Solar Breeder” ideato e gestito da Kenergia Srl e che prevede l’insediamento della filiera del solare fotovoltaico nazionale in un unico sito alimentato dalle stesse tecnologie che verranno prodotte in loco.

La Giuria molto qualificata costituita da l’ing. Gianni Silvestrini, ing. Gerardo Montanino, ing. Mauro Moroni, ing. Giovanni Simoni, Dott. Gilberto Gabrielli e l’arch. Sandra Simoni, ha selezionato tre proposte tra le tante ricevute.

“Abbiamo voluto, nel lanciare questo concorso di idee -ha dichiarato Giovanni Simoni Presidente di Kenergia- sollecitare la creatività dei giovani professionisti italiani nel suggerirci soluzioni adeguate alla complessità del progetto che dovrà integrare paesaggio locale con l’immagine del nostro Paese in un quadro di massima attenzione alla riduzione dei consumi energetici, alla produzione di energia solare in un contesto costruito e ad un’attenzione all’utilizzo di una risorsa preziosa come l’acqua. Oltre ai tre vincitori, abbiamo pensato di offrire a tutti coloro che hanno preso parte al concorso il libro di Gianni Silvestrini 2°C per condividere i motivi profondi dell’esistenza della nostra iniziativa”.

Cinque i principali criteri adottati per il giudizio:

a) Coerenza con le prerogative indicate negli indirizzi di progetto;

b) Scelte Formali e funzionali di progetto;

c) Originalità della soluzione;

d) Particolare attenzione al sistema del verde, di irrigazione e Pv Pumping;

e) Rappresentazione dell’idea progettuale;

Di seguito la graduatoria dei primi tre classificati. 

PRIMO CLASSIFICATO 

Capogruppo: Arch. Francesco Napolitano

Membri del Gruppo: Arch. Fabio Satriano, Arch. Michelangelo Sabuzi Giuliani, Arch. Claudia Scipioni, Arch. Alessandro Barile

Studio LAD

“L’ Italian Green District è inteso come un elemento di un più ampio tessuto, come una stringa dell’analisi di un codice DNA, che, soltanto quando è aggregata con tante altre costituisce un sistema compiuto. Gli elementi che costituiscono il suo codice sono gli edifici, il verde, i parcheggi, i sistemi fotovoltaici e i percorsi.” 

SECONDO CLASSIFICATO 

Capogruppo: Arch. Antonio Amendola

Membri del Gruppo: Arch. Elvira Cerratti, Dott.ssa Giuseppina Stornelli

“L’Italian Green District in Marocco nasce dalla volontà di creare un organismo ibrido, dove industria e spazio pubblico si fondono in un unicum multifunzionale. Il concept si dissocia dalle impostazioni standard adottate comunemente per le aree produttive, abbracciando un nuovo modello secondo il quale la fabbrica, pur mantenendo degli spazi indipendenti per la corretta esecuzione delle attività industriali, è inserita in un più ampio sistema architettonico di compenetrazione con il verde, gli orti ed i viali ad uso collettivo.” 

TERZO CLASSIFICATO 

Capogruppo: Ing. Casimiro Forte

Membri del Gruppo:  Ing. Luca Cabizzosu
Collaboratrice:  Luisa Melis

“L’Italian Green District: L’OASI URBANA. La definizione di uno spazio di lavoro che permetta all’azienda e ai suoi fruitori di trarre il massimo beneficio dalle situazioni di contesto, un’oasi all’interno della quale creare un’ambiente ideale in cui produrre innovazione. Dall’oasi è partita anche l’idea architettonica.”

Kenergia s.r.l., promotore del presente Concorso di Idee per conto di Solar Breeder Morocco, ringrazia tutti i partecipanti che hanno sposato il principio di diffusione della cultura della sostenibilità e dell’efficienza energetica.

Kenergia lancia il Concorso di Idee Italian Green District

Comunicato Stampa
04/04/2016 

Concorso di Idee – Italian Green District in Morocco

Il Gruppo Kenergia ha lanciato oggi il bando di un Concorso di Idee per la progettazione dell “Italian Green District” (IGD) in Marocco, in vista della realizzazione del primo distretto industriale italiano nel quale le aziende italiane produrranno soluzioni per le energie rinnovabili, che sarà alimentato interamente da fonti di energia pulita.

L’IGD dovrà accogliere al proprio interno l’insieme delle imprese italiane che fanno parte del progetto Solar Breeder, gestito da Kenergia e dalla holding operativa di diritto marocchino costituita nel Luglio 2015 denominata “Solar Breeder Morocco s.a.r.l. (SBM). Il Concorso è rivolto ai giovani architetti ed ingegneri italiani che sappiano reinterpretare il concetto di distretto produttivo come una “cittadella dell’energia” con una forte caratterizzazione estetica e funzionale, capace di esportare in Marocco anche l’estro architettonico italiano.
Lo scopo principale che ha dato vita a questa nuova iniziativa è quello di mostrare ad un pubblico internazionale, quale quello che sarà presente in Marocco a partire dalla fine di Maggio e fino alla grande conferenza mondiale sul clima della fine di Novembre, le capacità innovative ed interpretative di giovani talenti italiani su un tema essenziale dell’energia, della sostenibilità e del lavoro. L’oggetto del concorso è l’ideazione di un insediamento che comprenda spazi chiusi per circa 6.400mq e un ampio spazio aperto di ulteriori circa 18.000 mq.
Negli edifici dovranno trovare la propria collocazione attività industriali (produzione di pannelli fotovoltaici, inverter ed altri componenti), attività di servizio d’ingegneria, di controllo, di monitoraggio e gestione degli impianti solari realizzati in Marocco ed in altri paesi africani. Negli spazi aperti: aree di sosta e ricarica di auto elettriche, aree adibite a verde ed alla produzione agricola sperimentale ed un bacino di riserva per l’acqua irrigua e per il raffrescamento degli ambienti.
Le idee progettuali dovranno essere presentate ad una giuria di tecnici specializzati guidata dal Presidente del Gruppo Kenergia Giovanni Simoni, entro il prossimo 4 Maggio 2016 e saranno giudicate nel periodo 5/9 Maggio. I tre progetti che risulteranno “vincitori” saranno presentati alla fiera “Photovoltaica” in programma a Casablanca dal 18 al 20 Maggio prossimo.
L’efficienza energetica e l’utilizzo del solare sono tra le priorità dello sviluppo economico del Marocco. Unite allo sviluppo del settore immobiliare e architettonico, costituiscono una grande opportunità per tutti i professionisti e le imprese italiane che vogliano operare nei paesi dove il tasso di crescita continua a ritmi elevati ed impensabili in paesi più maturi.

Come dichiarato dallo stesso presidente di Kenegia, Ing. Giovanni Simoni: “Partecipare al nostro Concorso significa lanciarsi verso il futuro, ovvero venire in contatto con una realtà in forte evoluzione in un Paese che dimostra un grande entusiasmo nel mostrare al mondo un’immagine nuova e moderna e che ha dichiarato una volontà di collaborazione con l’Italia in moltissimi settori, e che invece in Italia non è ancora abbastanza conosciuto”.

Per scaricare il Bando: www.solarbreedermorocco.com/concorso-di-idee-igd-2016/

Contatti:
www.kenergia.it
www.solarbreedermorocco.com
Twitter: @solarbreeder

Per ulteriori informazioni contattare la Dott.ssa Michela Santoro:
email: m.santoro@kenergia.com, Tel: +39 06 87131446

Kenergia:
Gruppo Kenergia fondato nel 2006 dall’Ing. Giovanni Simoni e come società di ingegneria specializzata nel settore del fotovoltaico. Inizialmente Kenergia si focalizza nella consulenza, progettazione e innovazione tecnologica, operando in qualità di owner engineer e di technical advisor per investitori e banche. Questo know-how ha permesso alla Società di sviluppare un sistema proprietario di controllo e monitoraggio degli impianti, avviando nel contempo attività di gestione e manutenzione. Oggi Kenergia continua ad essere un’eccellenza nel campo dell’ingegneria, della ricerca e dell’innovazione nel settore fotovoltaico.

Solar Breeder:
Solar Breeder Morocco S.a.r.l. è una nuova holding di diritto marocchino, il cui obiettivo è di sviluppare e gestire un distretto industriale “green” in Marocco. Il progetto prevede una collaborazione tra PMI italiane e marocchine nel settore del fotovoltaico e dell’efficienza energetica, e creerà € 20 milioni di investimento e 250 posti di lavoro entro il 2020.

L’intervento. Fer, il crollo oil non è uno svantaggio

di Giovanni Simoni
pubblicato su Quotidiano Energia il 3 Dicembre 2015

A Parigi si parlerà molto di rinnovabili e, per contrasto, di petrolio. Non so se si arriverà a determinare una questione a mio avviso necessaria: quella di definire a livello planetario, il massimo livello di combustibili fossili che dovrebbe essere consumato nei prossimi venti anni per contenere l’effetto serra.
Il discorso, ovviamente, è molto complesso: qualsiasi limite di possibile utilizzo dei combustibili fossili per effetto dell’incombente crisi ambientale ridurrebbe in un sol colpo la validità dei bilanci di migliaia di imprese che, nel proprio stato patrimoniale, hanno inseriti i “valori” delle riserve non ancora utilizzate: di gas, di petrolio e di carbone.
Ma nell’ipotesi favorevole che si possa raggiungere un’intesa di questo genere, sorge immediatamente il vero “nodo politico” della questione: quali potranno essere i criteri di ripartizione? Chi avrà diritto ad una riserva da utilizzare che rientri nei limiti concordati a livello mondiale? Come si faranno i controlli? Non credo che si arriverà a tanto, ma questo è il tema.
Stiamo ritornando ad una situazione già vissuta, ma da un punto di vista totalmente diverso: anzi addirittura opposto.
Era quella del 1974 quando i grandi paesi produttori arabi chiusero improvvisamente i rubinetti dell’approvvigionamento verso i grandi consumatori occidentali: si doveva, allora, provvedere a ripartire le risorse disponibili extra Opec tra i paesi che risultavano deficitari di petrolio e di ridurre al minimo i danni per le rispettive economie. Nacque per iniziativa degli americani l’Agenzia Internazionale dell’Energia (I.E.A.) con il compito di verificare le risorse disponibili ed adottare piani di emergenza delle ripartizione di tali risorse. Gli accordi erano “impegnativi” , ma non ci fu mai un vero bisogno di darne seguito.
Oggi la posizione è totalmente ribaltata: il petrolio e gli altri combustibili fossili sono ampiamente disponibili, ma se venissero utilizzati senza limiti ambientali si arriverebbe al disastro ambientale. Ora come allora si pone un problema di ripartizione non delle risorse residue (un limite proprio e quantitativo), ma un limite “esterno” a tali risorse che, tuttavia non è stato ancora concordato e sul quale vi sono posizioni molto diverse.
E’ in questo quadro macro economico/ambientale che entrano in gioco le fonti rinnovabili. Culturalmente e politicamente, a livello mondiale le rinnovabili hanno fatto passi da gigante: chi poteva immaginare solo dieci anni fa, che si potesse cominciare a far entrare le rinnovabili nell’equazione del petrolio mondiale? Allora appariva una questione del tutto marginale e di scarso interesse per i grandi gruppi petroliferi: in questo brevissimo periodo (dieci anni sono un nulla relativamente ai consolidati interessi petroliferi) vi è stato un cambiamento radicale: problemi ambientali e sviluppo delle rinnovabili hanno mutato completamente ed “oggettivamente” il quadro esterno, il mercato energetico del prossimo futuro. Goldman Sachs ha recentemente calcolato che nel prossimo quinquennio (2015-2020) il contributo, in termini petroliferi, delle rinnovabili (in particolare solare e vento on shore), sarà corrispondente a 6,2 milioni di barili/giorno (mb/d) mentre quello dello shale oil americano (che ha trasformato gli Stati Uniti da paese importatore a paese esportatore) non arriverà che a 5,7 mb/d. Il fotovoltaico, in particolare, crescerà al ritmo del 36%/annuo.
Nell’ultimo anno molto si è dibattuto sull’effetto del calo del prezzo del petrolio sullo sviluppo ulteriore delle rinnovabili: è un dibattito interessante che va “adattato” alle diverse situazioni dei paesi. Un tema che richiama molta attenzione nei paesi arabi e molto discusso nell’ultima edizione del Word Future Energy Summit ad Abu Dhabi.
In particolare è interessante esaminare due casi estremi: il paese leader del petrolio mondiale, l’Arabia Saudita ed un paese come il Marocco che si trova senza proprie risorse fossili e senza tecnologie alternative sviluppate internamente.
Il recente calo dei prezzi petroliferi e la necessità di non perdere le proprie quote di mercato ha ridotto in maniera molto consistente le entrate petrolifere dell’Arabia Saudita senza, per il momento, aver rallentato il ritmo della spesa pubblica. Il risultato è stato il “consumo” delle proprie riserve valutarie per oltre 100 miliardi di dollari nell’ultimo anno: una parte notevole dei 640 miliardi di dollari di riserve valutarie rinchiuse nei forzieri arabi. Un trend che non potrà durare a lungo senza una profonda revisione delle spese pubbliche, ma che ha portato sempre di più a valutare un impegno di dimensioni colossali nel settore delle rinnovabili. Un piano che non è stato ancora ufficializzato, ma che inizierà  ponendosi l’obiettivo di rendere elettricamente autonoma da fonti fossili l’intera Mecca. Una tale iniziativa darà una spinta formidabile all’adozione di misure politiche favorevoli alle rinnovabili (ed in particolare al fotovoltaico) da parte di tutto l’Islam moderato specialmente in quei paesi dove le risorse petrolifere sono praticamente assenti. La posizione che terrà l’Arabia Saudita in questi giorni a Parigi dovrà essere osservata molto attentamente.
Quello che emerge relativamente alla riduzione dei prezzi petroliferi per un paese come l’Arabia Saudita nei riguardi delle rinnovabili è un atteggiamento di “spinta allo sviluppo” come conseguenza di un piano strategico di lungo periodo tendente a soddisfare i consumi interni con le rinnovabili e a mantenere le risorse petrolifere per l’esportazione. Attualmente pochi hanno rilevato il fatto che il Paese consuma internamente annualmente più di un terzo del petrolio estratto (10mb/d)!.
Tutt’altra situazione è quella del Marocco. Un Paese che non possiede riserve fossili e che supporta con contributi speciali l’utilizzo dei combustibili e dell’energia elettrica in favore dei consumatori. Una situazione che appesantisce il bilancio del Regno e la propria bilancia commerciale.
In questo Paese la riduzione dei prezzi petroliferi internazionali rappresenta un’ottima contingenza per operare su due fronti: la riduzione degli incentivi al consumo, con un progressivo e graduale (graduale per la contestuale riduzione del prezzo del petrolio) aumento delle tariffe, sia dei combustibili, sia dell’energia elettrica utilizzata dai consumatori, e la riduzione dei costi di importazione delle fonti fossili.
Le risorse “liberate” dalla morsa fossile potranno parzialmente essere destinate allo sviluppo locale delle rinnovabili: una politica effettivamente adottata dal Governo marocchino.
Anche in questo caso si vede che, in definitiva, una riduzione dei prezzi internazionali del petrolio si riflette, contrariamente a quanto generalmente pensato, in un vantaggio netto per le rinnovabili destinate a divenire le vere protagoniste dello sviluppo e della sostituzione delle fonti tradizionali in tutto il prossimo futuro.
Da notare che tutto questo non avviene per effetto delle questioni ambientali, ma per pura convenienza economica: da tempo i bassi costi della tecnologia e l’alta radiazione solare hanno portato in gran parte del mondo senza risorse fossili e ad alta insolazione a rendere il fotovoltaico (e non il solare termico a concentrazione il “famoso” CSP) più conveniente delle fonti tradizionali.
Ciò che si discute a Parigi è una questione essenziale per il futuro di tutti ma i motivi per i quali si può ora sperare di raggiungere un qualche accordo, risiedono proprio nel fatto che finalmente gli interessi ambientali coincidono con quelli dell’economia. Uno dei tanti esempi è proprio quello rappresentato dal settore fotovoltaico e del suo sviluppo massivo anche in Italia. Stiamo pagando e pagheremo ancora per una diecina d’anni gli incentivi attraverso le bollette, si poteva fare meglio, ma non dobbiamo più di tanto rammaricarci dei risultati raggiunti.
Infine la coincidenza drammatica dei fatti di Parigi e dei numerosi attentati, hanno fatto dire a più di un osservatore che il solare, radicato nel territorio, abbondantemente disponibile e con limitati gap tecnologici, è uno degli strumenti per ridurre gli scambi ed i profitti petroliferi divenendo così un fattore di pace di cui abbiamo tutti bisogno.

Solare italiano in Marocco: al via l’accordo

COMUNICATO STAMPA

Casablanca 27 Novembre 2015

Nella giornata di ieri, 26 Novembre, l’Ing. Giovanni Simoni in rappresentanza della Solar Breeder Morocco s.a.r.l. (SBM, di cui Kenergia srl detiene il 70%), ha firmato un importante accordo di collaborazione con il gruppo marocchino ZINAFRIK che fa capo al noto imprenditore di Casablanca Samir Filali.
L’accordo prevede:
1. L’insediamento della filiera fotovoltaica italiana “costruita” da Kenergia nella “città verde” denominata “Logintek Casablanca” in corso di costruzione a SETTAT a circa 50 km da Casablanca;
2. La realizzazione, da parte di SBM di impianti fotovoltaici su tutti gli edifici della “città” per un totale di circa 15 MW;
3. La progettazione e l’adozione di tutte le misure di efficientamento energetico su tutte le utenze che verranno insediate (sia industriali, sia commerciali, sia di servizio e residenziali);
4. Le successive realizzazioni di simili misure su tutti gli altri insediamenti che il gruppo ZINAFRIK ha in programma di realizzare in Marocco nei prossimi anni per un totale di circa 120 MW di impianti fotovoltaici;
5. La partecipazione del gruppo ZINAFRIK in SBM che sottoscriverà il prossimo aumento di capital per 3,5 milioni di euro;
6. L’acquisto da parte di SBM di circa 24.000 m2 sul quale ZINAFRIK costruirà gli edifici industriali per le attività produttive della filiera Solar Breeder sulle specifiche che la stessa SBM fornirà entro il prossimo mese;
7. L’acquisto, da parte di SBM nell’area di Logintek Casablanca, di oltre 1.000 m2 dove verrano installati gli uffici delle società della filiera per le attività di ingegneria, di monitoraggio, ecc;
8. La creazione della nuova Logintek Energy Service (L.E.S.) con la partecipazione congiunta di ZINAFRIK al 60% e SBM al 40%, cui sarà affidato il compito di acquistare gli impianti fotovoltaici degli insediamenti Logintek (a cominciare da quello di Settat) e di vendere l’energia elettrica a tutti i “consumatori-clienti” dell’area (110 ha).

“Con questo accordo – ha dichiarato l’ing Simoni, CEO del gruppo Kenergia – diamo il via operativo all’insediamento della tecnologia fotovoltaica italiana in Marocco con un partner di prima grandezza che ha creduto nel progetto, lo ha sposato e ne condivide l’entusiasmo ed i rischi. Se aggiungiamo la precedente intesa con la SIE, SBM è riuscita, come nessun altro, a riunire il pubblico ed il privato del Paese, in un grande progetto strategico di lungo periodo”.

Il Signor Filali ha aggiunto: “ Il gruppo ZINAFRIK ha firmato una convenzione sul partenariato strategico a lungo termine con SBM composta di imprese italiane qualificate nel settore dell’energia elettrica per contribuire insieme a raggiungere l’obiettivo del Paese di raggiungere entro il 2020 una capacità installata del 42 % in energie rinnovabili, di cui il 14 % di fotovoltaico”.

Evento Solar Breeder – pronti per insediarci in Marocco

Il 10 Giugno 2015, nella cornice dell’Auditorium del GSE, si è tenuto l’evento di presentazione di Solar Breeder Morocco.

«Costituita la Società di diritto locale, i prossimi passi consistono nell’ottenimento dei terreni presso la città di Ben Guerir e l’insediamento ‘commerciale’ al Technopark di Casablanca”, annuncia Giovanni Simoni, assicurando che sarà “questione di poche settimane prima che Solar Breeder avrà una presenza stabile in Marocco, per seguire lo sviluppo commerciale e industriale dell’intera iniziativa».

Ad aprire l’evento è stato Maurizio Cuppone, responsabile dell’iniziativa Corrente del GSE, che sta supportando l’iniziativa sotto molti aspetti: «Il GSE sostiene le aziende italiane delle rinnovabili non con incentivi economici, ma con una spinta verso l’aggregazione industriale e l’internazionalizzazione».

È intervenuto anche il Senatore Gianni Girotto del M5S, dichiarando che «il progetto è da benedire e approvare, siamo contenti che venga portata avanti questa best practice che andrebbe replicata ‘x’ volte».

A seguito della liberalizzazione del mercato e con l’eliminazione dei sussidi al consumo di energia «prevediamo circa 4.000 MW di installazioni di fotovoltaico di qui al 2020», sottolinea Simoni, mostrando come questa tecnologia abbia già raggiunto la grid parity in Marocco.

A seguire, è stata presentata la filiera italiana delle aziende Partner di Solar Breeder: Delio Cegalin di Azimut, Lorenzo Carnelli di Friem, Antonio Zingales di SAET, Bruno Riva di Moroni &Partners, Paolo Vincenzo Chiantore di Kenergia Sviluppo e Andrea Lorenzon di Global Energy. Ogni azienda ha presentato la propria esperienza e il proprio piano di sviluppo in Marocco, mostrando forti competenze e ambizioni. Sul piano del monitoraggio e delle previsioni è intervenuto anche Luca Colasanti, aprendo a una collaborazione del GSE con Kenergia Sviluppo e le Autorità marocchine.

Ha preso poi la parola Mr. Ahmed Baroudi, CEO di SIE (Société d’Investissements Energétiques), partner di Solar Breeder e firmataria di un MoU che prevede la sua partecipazione in SBM. Baroudi ha ribadito il totale impegno della SIE nel progetto, che rappresenta un’importante opportunità per aprire per la prima volta le porte del Made in Marocco nel settore delle rinnovabili.

Confermando le concessioni per la Media Tensione entro la fine dell’anno, il Marocco si sta preparando al prossimo summit globale “Sustanaible Innovation Forum” del 2016 che avrà luogo in Marrakech, a soli 20 Km da dove sorgerà il distretto Solar Breeder, che si presenta tra le iniziative leader.

Baroudi ha inoltre illustrato come nelle città di Jerada e Oujda sia in atto una transizione energetica a causa della chiusura delle miniere della regione, prospettando così un ulteriore scenario che vedrà protagonista Solar Breeder Morocco.

“Solar Breeder sta completando la propria struttura finanziaria e, in vista di un ulteriore ampliamento della filiera italiana, resta ‘aperta’ a considerare l’apporto di altri Fondi di investimento nella propria società. La diversificazione in molte attività redditizie è ciò che rende questo investimento così interessante fin da subito”, conclude Niccolò Teodori.

Il prossimo evento di Solar Breeder si prevede entro la fine dell’anno, questa volta in Marocco, nella nuova sede operativa.